venerdì 5 novembre 2010

NICOLA TOFFOLINI

La prima volta che ho incontrato Nicola Toffolini mi è subito piaciuto. Una capigliatura folta grazie ai mille riccioli castani. Un volto dolce e simpatico ed un abbigliamento comodo nonostante presenziasse allo stand della sua galleria in una fiera d'arte contemporanea.
Abbiamo parlato delle sue opere e della sua professione teatrale. Con le guance arrossate dal caldo e dall'entusiasmo provocato dal racconto dei suoi compiti artistici mi accennava dei suoi progetti futuri.

La prima volta che incontrai una sua opera me ne immamorai immediatamente. E come può non nascere un amore per i suoi libretti minuziosamente compilati, tracciati con una precisione ed un controllo del segno sorprendenti. Sembrano rielaborazioni fatte a computer e poi stampate con stampanti professionali che permettono di ottenere massima qualità e pulizia nel tratto.
Non vi è sbavatura, non vi è correzione che l'occhio colga. Tutto è come può essere al meglio.

I soggetti raccontano di ricerche e di rielaborazioni, di natura e di crescita.































Dai suoi progetti scaturiscono le installazioni. Ambientazioni che lasciano lo spettatore in sospeso tra la sorpresa e l'emozione.






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